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Il 3 giugno 2000 fu fondata a Verona la associazione scientifica denominata Società Italiana di Endoscopia (area chirurgica) Italian Society for Surgical Endoscopy (ISSE).
Al primo convegno di Verona parteciparono tutti i “Padri fondatori”, Claudio Cordiano, Davide D’Amico, Luigi Forlivesi e Pasquale Spinelli.
La Chirurgia italiana si era schierata compatta a difesa di quel grande nucleo di endoscopisti di estrazione chirurgica piegati da un clamoroso sopruso.
 Era accaduto infatti che, da un giorno all’altro, il Ministero della Salute in risposta più a situazioni contingenti che a motivazioni scientifiche,  con alcuni decreti ministeriali aveva indicato nell’area gastroenterologica il naturale sbocco dei Servizi di Endoscopia digestiva, escludendo de facto qualunque possibilità alla operatività e alla progressione di carriera agli specialisti di estrazione chirurgica. Un vero e proprio naufragio generazionale!
 La nostra Società nacque dunque per dare ali alla speranza  a chi, in itinere nella propria vita professionale e per volontà altrui, rischiava di perdere tutto.
Fu dunque una giusta e doverosa risposta.
I primi due anni di presidenza furono affidati al prof. Pasquale Spinelli; tale scelta, non casuale, fu determinata dalla necessità di dare un segnale forte della nostra presenza nello scenario endoscopico nazionale. E, non a caso, i soci fondatori di Verona espressero un collegiale consenso sulla figura di Spinelli.
Il primo obiettivo della Società fu rappresentato dalla equipollenza del servizio prestato in Endoscopia con quello prestato in Chirurgia Generale. L’obiettivo fu raggiunto con il DMS del 5 luglio 2002 reso poi operativo con la pubblicazione sulla G.U. del 5 settembre.
Successivamente il 25 settembre 2002 con Atto di repertorio n.1518 il Ministero della salute e la Conferenza Stato-Regioni siglarono le linee guida per l’organizzazione delle attività in Day Surgery.
Le prestazioni endoscopiche furono riconosciute come “interventi e procedure chirurgici” effettuabili in regime di Day Surgery in alternativa al ricovero ordinario.
Il 26 maggio 2004, un apposito DMS pubblicato sulla G.U. del 26 agosto sancì che per coloro che alla data di entrata in vigore del DMS nel luglio 2002 non avessero maturato i requisiti previsti per l’accesso all’incarico di dirigente di struttura complessa, il servizio prestato in “Endoscopia digestiva comprensiva di diagnostica e chirurgia endoscopica, dovesse essere considerato equipollente alla Chirurgia generale tale da poter essere usato come titolo per partecipare a concorsi per Dirigente di struttura complessa in tale disciplina.
L’ISSE è un forum scientifico multidisciplinare per quanti, laureati in medicina e chirurgia siano specialisti , o in corso di formazione specialistica chirurgica, e/o pratichino prevalentemente l’endoscopia chirurgica.
Il suo DNA,  esclusivamente chirurgico e orientato all’uso della tecnologia finalizzata alla ricerca clinica, coinvolge i vari apparati, digestivo, respiratorio, urologico, ginecologico ed ortopedico raggiungendo l’obiettivo di aggregare tutti i professionisti che utilizzano l’endoscopio non solo ad uso diagnostico ma soprattutto ad uso terapeutico trasformando quindi l’endoscopio in uno strumento chirurgico.

Una volta attivate le Sezioni regionali, ognuna delle quali con un Consiglio Direttivo, si sono  concretizzati nel tempo gli scopi per cui la Società è sorta; L’ISSE è una Società scientifica con scopi didattici e divulgativi, che ha rapporti con l’Università, esplica la propria attività scientifica sia autonomamente che in integrazione con altre Società di area chirurgica e mantiene rapporti con le organizzazioni infermieristiche rappresentative dei tecnici di Endoscopia.
Molto importanti gli accreditamenti della Società: ne citiamo due, entrambi molto significativi.
L’inserimento nel gruppo operativo del Collegio Italiano dei Chirurghi (CIC) e l’accreditamento presso la FISM, federazione delle Società medico-scientifiche italiane. 
Il CIC, fondato il 14 ottobre 2006 ha lo scopo di promuovere la “cultura scientifica” di area chirurgica implementando anche i livelli di assistenza e cura dei pazienti. Al Collegio hanno aderito molte Società scientifiche sia di area strettamente chirurgica come la SIC e l’ACOI e sia di altre discipline come la ginecologia e l’ortopedia 
Obiettivo primario della nostra Società è quello del riconoscimento dell’Endoscopia come Disciplina autonoma  unitamente alla formazione di una Scuola di specializzazione autonoma
Vale ricordare che l’Endoscopia chirurgica è già materia di insegnamento inserita, a vario titolo, nel Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia delle omonime Facoltà in molte Università italiane e nelle Scuole di Specializzazione in Chirurgia, con insegnamenti attribuiti per concorso a Docenti Universitari (Professori Ordinari, Professori Associati e Ricercatori) ed Ospedalieri.
Il raggiungimento di questo obiettivo riteniamo sia il giusto riconoscimento a sottolineare l’originalità di una branca cui va attribuita la  giusta dignità.
Oggi l’Endoscopia Chirurgica ha assunto una dimensione tale da potersi affiancare a pieno titolo alla chirurgia tradizionale “a cielo aperto” e a quella “mini-invasiva” con la qualifica di Chirurgia Endoluminale da effettuarsi da sola o in associazione ad altre metodiche chirurgiche..
Di fatto, a tutt’oggi, le strutture Complesse di Gastroenterologia ed Endoscopia sono state create molto spesso con personale e strumentazione traghettati dalla Chirurgia e non è raro che esse si avvalgano ancora dell’operato degli endoscopisti chirurghi per soddisfare ad esigenze operative.
Ricerca, didattica, divulgazione ed implementazione delle metodiche e tecniche di endoscopia chirurgica, rivalorizzazione dei DRG endoscopici a valenza chiurgica sono alcuni degli obiettivi della nostra Società.
In particolare attingiamo dallo statuto societario gli obiettivi che si possono riassumere in tal guisa:
• Promozione della utilizzazione delle metodiche endoscopiche, soprattutto operative, nei vari organi ed apparati, sia sul piano clinico che scientifico-sperimentale
• stabilire i criteri informativi generali per la corretta applicazione delle metodiche endoscopiche, sia diagnostiche che operative, in area chirurgica
• tutelare gli aspetti giuridici, normativi ed organizzativi della disciplina e di quanti si dedicano ad essa
• promozione dell’insegnamento teorico e pratico dell’endoscopia nella fase pre-laurea , nella fase della specializzazione e nell’aggiornamento post-laurea dei medici e degli infermieri
• promozione, nell’ambito di un programma di qualità, l’accreditamento delle strutture e lo sviluppo dei profili professionali specifici

 Congressi e Convegni nazionale e regionali di grande spessore scientifico si sono succeduti nel tempo, a scandire l’evoluzione stessa della nostra Società, e culminati con il I° Congresso Europeo di Endoscopia Chirurgica (ESSE) tenutosi a Verona nel 2006 che ha visto la partecipazione dei importanti esponenti dell’endoscopia chirurgica europea ed anche internazionale; in quella occasione furono disegnati con grande chiarezza i futuri sviluppi della Società.
 La storia della nostra Società non si potrebbe completare senza ricordare che a latere di quel congresso si verificò purtroppo anche  il deplorevole strappo tra alcune componenti societarie, sfociato poi in una crisi di non breve durata e ad un periodo di stasi che determinò grande  sconcerto fra i soci.
Post nubila Phoebus.
Superato questo doloroso periodo di transizione si arriva al 6 giugno 2007, quando viene convocato a Roma il CDN presso il Policlinico Umberto I, ove, con il saluto e gli auspici del Proff. Cordiano e  Tersigni a nome del CIC e della SIC, viene ripreso attivamente il percorso interrotto.
 La prima e fondamentale tappa è avvenuta il primo dicembre 2007, a Salerno, ove sono state  indette le elezioni per il rinnovo del CDN da cui è scaturito un nuovo Direttivo nazionale con  la  Presidenza di Lorenzo Norberto coadiuvato da  Angelo Pezzullo come vice Presidente e da Erminio Capezzuto in qualità di Segretario generale.
Durante la loro Presidenza si sono concretizzati alcuni importanti cambiamenti in seno alla Società; primo fra tutti una rivalutazione e una modifica di alcuni punti statutari, fonte in passato di deplorevoli controversie.
Questo importante compito, è stato brillantemente condotto da Domenico Cattaneo.
 A ciò si aggiunga l’individuazione di nuove Commissioni nazionali, tutte presiedute dal Presidente Nazionale ISSE;
citiamo nell’ordine:
1) rapporti con il MIUR: Fiocca coord. resp. Pistoia, Bogliolo, Pezzullo
2)  rapporti con soc. scientifiche: Norberto coord.resp. Cattaneo, Capezzuto, Tagliaferri.
3) rapporti con ministero salute e DRG: Cattaneo,Maurano( ministerosalute), Lombardo(DRG) Capezzuto(ministerosalute), Naspetti (DRG).
4) scientifica e aggiornamento: Bandettini, Sedici, Trentino, Catalano, Napolitano, Polese .
5) accreditamento società e legislazione: Sciumè, Covotta, Lattanzio, Erroi
6)  media e O.O.M.M.: Tagliaferri, Geraci, Delisa, Pizzicannella
7) sito societario: Ricco, Tagliaferri, Bandettini, Oriani, Rodella(resp.comitato di redazione).
8) Coadiutore segretario nazionale( resp.liste iscritti e coordinamento sezioni regionali) Baldi.
 


Appare evidente il delicato incarico affidato alle Commissioni, cui spetta il non facile compito di aprire gli sbocchi necessari al riconoscimento della nostra attività.
Il rinnovamento della nostra Società si completa con l’importante contributo del sito, totalmente rinnovato nella veste grafica e nei contenuti ed affidato alla direzione e coordinamento del collega Giovanni Ricco.
 Al sito è affidato l’importante ruolo della comunicazione e della visibilità della Società, un forum realmente aperto al contributo di tutte le componenti societarie e non.
Riteniamo infatti che ogni socio sia artefice del lungo e difficile percorso societario ed ognuno, proporzionalmente alle proprie capacità e attitudini, deve offrire a tutti il vino nuovo del proprio magistero, resistendo alla tentazione di chiuderlo in otri vecchi.
 Al sito affidiamo dunque, fino ad oggi, la storia seppur sommariamente raccontata, della nostra Società Scientifica con le sue luci e con le sue ombre, specchio  di una realtà e del lavoro di un consorzio umano, che ben lungi dall’essere perfetto ( e come potrebbe?) è comunque proteso ad un miglioramento delle conoscenze scientifiche che sempre più, attraverso il perfezionamento tecnologico degli strumenti, la “sconvolgente deriva tecnologica” per usare le parole del Prof. Claudio Cordiano, trovano efficacemente un’applicazione clinica e terapeutica.
Ci piace a questo punto ricordare ancora le parole del Prof Cordiano, uno dei nostri fondatori e strenui sostenitori, allorchè inaugurando il Congresso nazionale dell’Aquila il 3 giugno 2004  sintetizzò mirabilmente  la figura dell’endoscopista e il compito dell’Endoscopia: “ Non è la tecnica endoscopica, né la registrazione elettronica o mentale dell’immagine che definisce la specificità e la complessità della lesione, ma solo la capacità di relazionarla, in modo metodologicamente corretto, con le restanti parti del corpo ammalato e con la sua storia clinica.
La teoria generale della complessità e il “bedside scientist” che la conosce e la applica, sono ancora una volta gli strumenti più utili alla clinica.
Con questi strumenti e con tutti gli altri che il vostro lavoro preparerà, l’Endoscopia può diventare una disciplina clinica unitaria e, autonoma, insostituibile nella cura degli spazi interni degli organi malati.
Ma sarà anche necessario reperire un’unitarietà politica di intenti e, con uno strappo fondativo traumatico ma obbligatorio, separare la disciplina dalla tutorialità interessata dei chirurghi e di gastroenterologi”.
Dedichiamo inoltre queste parole a tutti coloro che decideranno di avvicinarsi alla nostra Disciplina, in particolare ai giovani e futuri chirurghi che vorranno cimentarsi con gli endoscopi.
Confidiamo nei giovani cui è congeniale l’impiego della tecnologia e per questo rappresentano la linfa vitale dell’ISSE.
Loro sono il futuro, a loro, ancor densi della vis a tergo tipica dei giovani, lanciamo un messaggio di fiducia e di speranza affinché facciano tesoro del nostro “sapere” con l’auspicio di un progressivo e continuo miglioramento.
 Ai giovani il messaggio e il gravoso compito di caratterizzare ancor di più la figura dell’endoscopista chirurgo,  un chirurgo a tutti gli effetti che impiega con raziocinio clinico e autonomamente l’alta tecnologia a fini terapeutici.
Se vogliamo attribuire un significato alle parole che Sallustio mette in bocca al  console Appio Claudio Cieco ove “ciascuno è artefice della propria sorte” la storia della nostra Società non può e non deve esaurirsi in poche righe che riassumono il passato.
L’ISSE è  un continuo divenire, una costruzione via via sempre più solida e concreta, che per dirla mirabilmente con il Prof. Davide D’amico è fatta da uomini le cui mani sono “interpreti di un'arte che è figlia dell'estro e del sapere…sono le messaggere operative di un pensiero che è la somma di coscienza, conoscenza e dottrina".

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