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Adriano Tagliaferri: L'aquila e l'ospitalità di Antonietta Pistoia E-mail

Ci sono circostanze o eventi di cui non si vorrebbe mai parlare o ricordare. Altre volte invece, sono proprio questi eventi, che prepotentemente evocati si prestano a riflessioni che forse non avremmo mai fatto.
E’ il caso del sisma che ha colpito l’Abruzzo e la città dell’Aquila. Ai ricordi personali legati alla giovinezza si aggiungono quelli, molto più recenti, legati al IV Congresso della nostra Società, tenutosi appunto a l’Aquila nel 2004.
Quella fu una lieta occasione per conoscere più a fondo e apprezzare l’ospitalità la generosità e la bellezza di questa città, ma soprattutto di apprezzare l’umanità di Antonietta Pistoia in quel frangente padrona di casa, organizzatrice e anfitrione.


Nulla all’epoca avrebbe fatto presagire il terribile evento che pochi giorni orsono ha devastato cose e genti dell’Aquila.
Le catastrofi naturali, un sisma come un maremoto, sono un evento estremamente apprezzato dai media e, perdonatemi, una ghiotta opportunità, perché attraggono l’attenzione del pubblico dando nel contempo ampio spazio all’emotività.
La televisione e i giornali anche in questa occasione hanno dato origine ad una stura di articoli, inchieste, interviste, pareri, dibattiti.
Questo, sebbene in altre forme, avveniva già molti secoli fa, quando le catastrofi naturali riproponevano la vexata quaestio sulla natura delle loro origini riaccendendo il conflitto fra fede e ragione, fra fede e scienza.
Sono le medesime domande che l’uomo si pone di fronte alle manifestazioni del male, sia fisico o morale.
Rousseau attribuiva alle catastrofi naturali il potere di trasformare, di rigenerare insomma un’ occasione evolutiva.
Ebbene, al di la della normale pietas che ha suscitato il devastante sisma aquilano, questa volta i media ci hanno prepotentemente dimostrato come la genìa abruzzese sia riuscita a reagire con forza, rapidamente ed efficacemente facendo leva sulla grande gara di umana e materiale solidarietà.
Solidarietà intesa come vincolo di fratellanza e coesione sociale, termini questi che di per sè sono un concetto teorico e nella realtà pratica sono qualcosa da costruire.
Oliver Goldsmith disse che “la più grande cosa dell’universo è un brav’uomo che lotta contro l’avversità; e tuttavia ce n’è uno ancora più grande, ed è il brav’uomo che viene in suo soccorso.”
Mai come in questa occasione questo aforisma ha rivelato la sua esattezza!
Mai come in questa occasione la popolazione dell’Aquila ha dimostrato coraggio forza e carattere nel reagire alla catastrofe.
Superato il primo momento di paura e di sconforto ha scorto nelle proprie grandi possibilità i mezzi per ricostruire, per contribuire fattivamente ad aiutare, curare e proteggere ciò che era rimasto.Immaginiamo per un momento cosa deve essere stato il lavoro per i medici in questi giorni alle prese con gravi emergenze operative e logistiche.
E immaginiamo quanto debba essere stato particolarmente penoso trasferire in altre strutture, in altri ospedali di città limitrofe i propri malati, impossibilitati a curarli per mancanza di strutture e mezzi.
Ecco perchè accogliamo con particolare orgoglio l’annuncio che la Divisione di Endoscopia Chirurgica diretta dalla professoressa Pistoia ha avuto in dono un automezzo attrezzato per eseguire esami endoscopici la dove c’è la necessita di eseguirli.Un vero e proprio Servizio di Endoscopia in emergenza! Una struttura specialistica, un gruppo di medici e infermieri percossi ma non domi che ha voluto curare i propri malati li dove c’è necessità.
Forse hanno pensato a Shakespeare quando affermava che “il dolore infierisce proprio la dove si accorge che non è sopportato con fermezza. Poiché il ringhioso dolore ha meno forza di mordere l’uomo che lo irride e lo tratta con disprezzo”.
Cara Antonietta, già ti conoscevamo come una persona combattiva, energica, pronta a sostenere le proprie ragioni e quelle della Società scientifica che ben hai condotto e rappresentato come Presidente in tante tavole rotonde o certamina congressuali.
Già ti conoscevamo come “pasionaria” ma ora ti immaginiamo come un antico guerriero medievale pronto a difendere il proprio castello dall’assedio del nemico.
E ne siamo orgogliosi.
Attendiamo ansiosamente la Tua relazione sull’Endoscopia in emergenza, un intervento preordinato da tempo, o dal fato, al nostro Congresso nazionale che si terrà a Napoli in ottobre.
La Tua esperienza, un giorno, potrebbe diventare anche la nostra. Siamo certi che parafrasando l’Imaginifico Pescarese il leone che c’è in Te tornerà a ruggire.

 

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