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Cronaca del Convegno di Firenze Stampa E-mail
Domenica 27 Maggio 2012 18:06

… la somma sapienza è il primo amore.

Dinanzi a me non fur cose create

Se non eterne, e io eterna duro.

 

 

L’Endoscopia chirurgica oggi: un pionieristico passato, un dinamico presente, un futuro senza limiti.

 

E’ possibile che il Prof Luca Bandettini si sia ispirato a Seneca quando ha ideato il titolo del Congresso dell’ISSE che si è tenuto a Firenze dal 9 al 12 maggio 2012 ?

Nel “De Brevitate vitae” anche Seneca grande conoscitore dell’uomo, ragiona sul passato, sul presente e sul futuro dell’uomo.

L’uomo saggio calato nel presente e instancabile ricercatore di sapienza, guarda volentieri al passato con l’occhio critico di chi riesamina le proprie azioni e si proietta nel futuro, incerto ma foriero di novità

Noi vogliamo credere che la genesi del titolo del Congresso sia legata al pensiero di Seneca.

L’evento, che ha raggruppato l’XI Convegno dell’ISSE e il 1st Meeting of the International Society of Surgical Endoscopy si è svolto nella splendida cornice di Firenze ed ha visto protagonisti importanti esponenti della Endoscopia Chirurgica italiana e straniera.

Chi ha avuto la possibilità di assistere al Corso ha colto subito il suo significato.

Un’ampia ed esaustiva carrellata sulle problematiche relative alla Endoscopia Chirurgica partendo da un ormai pionieristico passato fino a giungere ad ardimentose tecniche oggi futuribili, domani certamente accreditate dalla pratica.

Nel mezzo il presente con tutte le sue difficoltà e contraddizioni.

Bandettini novello Caronte traghettatore di generazioni di endoscopisti!

Naturalmente ben diverso dal truce personaggio descritto da Dante e Virgilio, ma simile nella capacità di tenere ben saldo il timone della barca congressuale. Viaggio che è cominciato con una cerimonia inaugurale nella Galleria tardo barocca di Palazzo Medici- Riccardi ove, almeno per una volta, le lodi da parte delle autorità sono apparse consapevoli e sincere.

Per tutti il benvenuto del Presidente Cattaneo a nome delle ISSE e del Presidente Norberto per l’ ISSE International.

La commozione suscitata dalla consegna delle targhe ricordo a suggello di una grande Scuola chirurgica fiorentina, si è mescolata alle note del volonteroso coro AOUC diretto dal M.o Giovanni Del Vecchio.

L’Auditorium Sant’Apollonia è stato teatro del Congresso.

Numerosissimi relatori si sono avvicendati per portare il loro contributo di conoscenza ed esperienza.

Impossibile e poco generoso citarli tutti; una dimenticanza sarebbe quantomeno spiacevole.

Basti ricordare tuttavia l’apporto prestigioso dei relatori stranieri, provenienti dalla Russia, dalla Cina, dall’Austria a testimoniare l’importanza dell’evento.

Tutti i relatori hanno contribuito al successo del Congresso, tuttavia dobbiamo chiederci perché un Congresso ha successo dal punto di vista scientifico?

Secondo noi quando i Relatori dimostrano di “sapere”, “saper fare” e “saper dire”.

Il “sapere” come patrimonio culturale e professionale acquisito in anni di esperienza, costituito dall’insieme di nozioni, informazioni e conoscenza della materia.

Il “saper fare”. ove la teoria si traduce nella concretezza dell’atto medico attraverso l’abilità manuale o clinica in senso lato.

Il “saper dire” poiché la capacità di comunicare il “sapere” è fondamentale.

“Dire” significa anche conservare, accogliere, il leghein del greco antico, quindi ascoltare e farsi capire.

L’interazione di questi tre fattori fa si che un relatore sia un buon relatore, e ciò è importante per una platea di nicchia qual è la nostra, ove chi ascolta è anche cultore della materia e attento critico.

Ciò vale anche e soprattutto per i giovani colleghi endoscopisti o aspiranti tali, attenti spettatori e spesso collaboratori solerti.

A loro è stato dedicato questo Congresso in quanto depositari della grande responsabilità di continuare il nostro lavoro, di creare nuove e migliori prospettive, eredi di una disciplina in evoluzione che necessita di competenza e abnegazione, ma soprattutto di entusiasmo.

Dobbiamo perciò essere grati all’amico Luca Bandettini ed ai suoi validi collaboratori per aver assunto l’onere della organizzazione di questo evento in un momento storico di gravi difficoltà economiche, tutti abbiamo percepito la fatica e l’entusiasmo profuso.

Di entusiasmo, noi dell’ISSE ne abbiamo ancora tanto , noi endoscopisti del “presente” ma sempre proiettati al “futuro”, consapevoli con Oscar Wilde che “tutto ciò che è moderno viene, prima o poi, superato”.

 

Adriano Tagliaferri

 

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